Colazione in Barriera
2010
Groundhog day
2009
The pursuit of pleasure
2008
Recollection
2007
Dwelling Place
Mirror Project
2011
Manuel Scano
2010
Renato Leotta
Progetti
2011
Barriera Mobile 2
2010
6 Progetti per Barriera
2009
Barriera Mobile
Progetto inBarriera
2007
Trip (inaugurazione barriera)
Altre mostre ospitate
2010
Strada facendo
Zero gradi di separazione
2009
Blinded Devil
La possibilità di un'isola
2008
Vivendo il Design
2010
Groundhog day
2009
The pursuit of pleasure
2008
Recollection
2007
Dwelling Place
Mirror Project
2011
Manuel Scano
2010
Renato Leotta
Progetti
2011
Barriera Mobile 2
2010
6 Progetti per Barriera
2009
Barriera Mobile
Progetto inBarriera
2007
Trip (inaugurazione barriera)
Altre mostre ospitate
2010
Strada facendo
Zero gradi di separazione
2009
Blinded Devil
La possibilità di un'isola
2008
Vivendo il Design
Zero gradi si separazione
Maria Domenica Rapicavoli
a cura di Claudio Cravero
Sabato 6 marzo, dalle ore 18.00, Artegiovane (presso gli spazi di Barriera) inaugura Zero gradi di separazione, parte di un progetto artistico più ampio di Maria Domenica Rapicavoli (Catania, 1976, vive e lavora a Londra).
La mostra, curata da Claudio Cravero, fa riferimento all’ipotesi dello psicologo americano Stanley Milgram, secondo la quale una persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze di non più di sei intermediari. Nei piccoli centri i gradi di separazione possono ridursi a uno o zero. Ma, paradossalmente, possono diventare anche centinaia, se a separare le persone sono le distanze mentali tra lo stereotipo e la sua verità, tra l’individuo onesto e il mafioso. Risultato di più visite e soggiorni nella cittadina di Corleone, il progetto Zero gradi di separazione ha preso forma in relazione a quanto, di volta in volta, il paese palermitano ha suggerito, aprendo al tempo stesso nuove parentesi e continui interrogativi. I lavori in mostra diventano l’insieme di visioni filtrate e poi rivelate senza alcuna presa di posizione, se non con lo sguardo di chi semplicemente osserva. In A dirti la verità, installazione video costituita da tre monitor, sono trasmesse dodici interviste che l’artista ha registrato nella cittadina. Tra gli intervistati vi sono visitatori in cerca di parenti emigrati negli Stati Uniti; turisti in visita nella città menzionata ne Il Padrino, oppure un sindacalista che lamenta intimidazioni mafiose perché nel suo ruolo “pare non sa stare al suo posto”. Untitled e il dittico Corleone sono invece immagini fotografiche testimoni di quello che è una sorta di Ciclo dei Vinti, mondo dove il comune denominatore è l’indiscussa lotta dell'uomo per l'esistenza e il progresso. Anche nel video 2.665, girato negli archivi del Maxiprocesso, sono mostrate le dinamiche del contesto in cui l’artista si muove senza però che lei esprima giudizi sugli eventi, raggiungendo - come negli scritti Verga - un “grado zero” di impersonalità tale da consentirle una certa distanza dai mondi descritti.
In relazione ai temi sollevati in Zero gradi di separazione, durante l’inaugurazione sarà dedicato un momento di riflessione e dibattito sull’impegno della società civile contro le mafie. Davide Mattiello, Libera per il Piemonte, illustrerà l’attività sino ad ora svolta da Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, focalizzando l’attenzione su un tipo di prevenzione culturale che parte, prima di tutto, da un’educazione alla legalità, sino al riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi. .
Maria Domenica Rapicavoli
a cura di Claudio Cravero
Sabato 6 marzo, dalle ore 18.00, Artegiovane (presso gli spazi di Barriera) inaugura Zero gradi di separazione, parte di un progetto artistico più ampio di Maria Domenica Rapicavoli (Catania, 1976, vive e lavora a Londra).
La mostra, curata da Claudio Cravero, fa riferimento all’ipotesi dello psicologo americano Stanley Milgram, secondo la quale una persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze di non più di sei intermediari. Nei piccoli centri i gradi di separazione possono ridursi a uno o zero. Ma, paradossalmente, possono diventare anche centinaia, se a separare le persone sono le distanze mentali tra lo stereotipo e la sua verità, tra l’individuo onesto e il mafioso. Risultato di più visite e soggiorni nella cittadina di Corleone, il progetto Zero gradi di separazione ha preso forma in relazione a quanto, di volta in volta, il paese palermitano ha suggerito, aprendo al tempo stesso nuove parentesi e continui interrogativi. I lavori in mostra diventano l’insieme di visioni filtrate e poi rivelate senza alcuna presa di posizione, se non con lo sguardo di chi semplicemente osserva. In A dirti la verità, installazione video costituita da tre monitor, sono trasmesse dodici interviste che l’artista ha registrato nella cittadina. Tra gli intervistati vi sono visitatori in cerca di parenti emigrati negli Stati Uniti; turisti in visita nella città menzionata ne Il Padrino, oppure un sindacalista che lamenta intimidazioni mafiose perché nel suo ruolo “pare non sa stare al suo posto”. Untitled e il dittico Corleone sono invece immagini fotografiche testimoni di quello che è una sorta di Ciclo dei Vinti, mondo dove il comune denominatore è l’indiscussa lotta dell'uomo per l'esistenza e il progresso. Anche nel video 2.665, girato negli archivi del Maxiprocesso, sono mostrate le dinamiche del contesto in cui l’artista si muove senza però che lei esprima giudizi sugli eventi, raggiungendo - come negli scritti Verga - un “grado zero” di impersonalità tale da consentirle una certa distanza dai mondi descritti.
In relazione ai temi sollevati in Zero gradi di separazione, durante l’inaugurazione sarà dedicato un momento di riflessione e dibattito sull’impegno della società civile contro le mafie. Davide Mattiello, Libera per il Piemonte, illustrerà l’attività sino ad ora svolta da Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, focalizzando l’attenzione su un tipo di prevenzione culturale che parte, prima di tutto, da un’educazione alla legalità, sino al riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi. .







