Colazione in Barriera
2010
Groundhog day
2009
The pursuit of pleasure
2008
Recollection
2007
Dwelling Place
Mirror Project
2011
Manuel Scano
2010
Renato Leotta
Progetti
2011
Barriera Mobile 2
2010
6 Progetti per Barriera
2009
Barriera Mobile
Progetto inBarriera
2007
Trip (inaugurazione Barriera)
Altre mostre ospitate
2010
Strada facendo
Zero gradi di separazione
2009
Blinded Devil
La possibilità di un'isola
2008
Vivendo il Design
2010
Groundhog day
2009
The pursuit of pleasure
2008
Recollection
2007
Dwelling Place
Mirror Project
2011
Manuel Scano
2010
Renato Leotta
Progetti
2011
Barriera Mobile 2
2010
6 Progetti per Barriera
2009
Barriera Mobile
Progetto inBarriera
2007
Trip (inaugurazione Barriera)
Altre mostre ospitate
2010
Strada facendo
Zero gradi di separazione
2009
Blinded Devil
La possibilità di un'isola
2008
Vivendo il Design
Barriera Mobile
Chiara Pirito
Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota.
A cura di Emanuele Catellani
Se si cerca il termine barriera su un qualunque dizionario, si trova la definizione di “ostacolo per segnare un confine o per impedire un passo o un accesso, impedimento, ...”.
Se, invece, la ricerca si concentra su mobile si trova “che può essere mosso, spostato, trasportato da un luogo a un altro, non fisso, che si muove, che è in movimento”.
Se, infine, si uniscono i due termini non si può che creare un ossimoro: barriera mobile, ovvero un qualcosa di statico che segna un confine, ma che può essere spostato, mosso e cambiato.
Proprio da questo ossimoro si è deciso di partire per dare vita al Progetto Barriera Mobile cui hanno partecipato 32 alunni, di diverse etnie, delle 4 Scuole Medie Statali presenti nel quartiere di Torino “Barriera di Milano” (S.M.S N. Bobbio, I.C. Leonardo da Vinci, I.C. Cena – Scuola Media Martiri del Martinetto, SMS Viotti).
Con il coordinamento di tre studenti dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota -, gli allievi delle Scuole Medie hanno cercato di spostare il confine che li circonda per modellarlo con la fantasia a loro piacimento. Hanno, così, elaborato nuove prospettive per il quartiere e per loro stessi. Attraverso incontri, dibattiti, disegni, interviste audio e anche con l'utilizzo di videofonini hanno registrato, fotografato e ripreso le sensazioni, le abitudini della strada, gli sguardi complici di un amico o la quotidianità dei familiari... insomma, la vita di tutti i giorni. Sono riusciti così, quasi per magia, a far interagire culture diverse che si manifestano in ragazzi accomunati non solo dall'età, ma anche dai sogni e dal contesto in cui vivono.
Il materiale raccolto dagli studenti dell'Accademia in mesi di laboratori con gli alunni delle Medie è servito a dar vita a tre lavori: due video e una mostra.
Dei due video, uno è stato realizzato con le immagini e i video fatti con i videofonini, a cui sono stati aggiunti cartoni animati, disegni e musica, il tutto montato e seguito da Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota, con la supervisione della Professoressa Elisabetta Ajani dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Il secondo video è stato realizzato dalla video-artista Chiara Pirito ed è un cortometraggio nuovo, ideato e pensato sulla base del materiale raccolto nei mesi precedenti.
Infine, la mostra - allestita negli spazi espositivi di Barriera - vuole essere un percorso artistico, didattico e conoscitivo del Progetto in cui i fruitori possono immedesimarsi e riviverlo.
L'esposizione è stata pensata per essere immediatamente godibile, ma allo stesso tempo equilibrata e densa dei significati emblematici che si ritrovano all'interno del percorso fatto dagli allievi.
Si è deciso di allestire una mostra di carattere non prevalentemente sociologico e statistico relativo al quartiere “Barriera di Milano”, ma di creare un'esposizione in cui questi elementi sono presenti e inglobati in un contesto artistico: d'altronde la mostra è frutto del lavoro degli allievi delle Scuole Medie e proprio per loro e “con loro” doveva essere costruita.
Un'esposizione lieve, quindi, senza troppi grafici o statistiche, ma con immagini che rimandano a significati e contesti a volte anche del tutto personali.
Immagine simbolica e “luogo” allegorico della mostra e del Progetto è l'opera in cui tutti i paesi d'origine degli alunni partecipanti al Progetto (Albania, Bulgaria, Cina, Egitto, Italia, Marocco, Perù e Romania) sono assemblati graficamente per formare un unico continente, ovvero il Continente Barriera Mobile.
Così l'ossimoro diventa meno paradossale.
Emanuele Catellani
Chiara Pirito
Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota.
A cura di Emanuele Catellani
Se si cerca il termine barriera su un qualunque dizionario, si trova la definizione di “ostacolo per segnare un confine o per impedire un passo o un accesso, impedimento, ...”.
Se, invece, la ricerca si concentra su mobile si trova “che può essere mosso, spostato, trasportato da un luogo a un altro, non fisso, che si muove, che è in movimento”.
Se, infine, si uniscono i due termini non si può che creare un ossimoro: barriera mobile, ovvero un qualcosa di statico che segna un confine, ma che può essere spostato, mosso e cambiato.
Proprio da questo ossimoro si è deciso di partire per dare vita al Progetto Barriera Mobile cui hanno partecipato 32 alunni, di diverse etnie, delle 4 Scuole Medie Statali presenti nel quartiere di Torino “Barriera di Milano” (S.M.S N. Bobbio, I.C. Leonardo da Vinci, I.C. Cena – Scuola Media Martiri del Martinetto, SMS Viotti).
Con il coordinamento di tre studenti dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota -, gli allievi delle Scuole Medie hanno cercato di spostare il confine che li circonda per modellarlo con la fantasia a loro piacimento. Hanno, così, elaborato nuove prospettive per il quartiere e per loro stessi. Attraverso incontri, dibattiti, disegni, interviste audio e anche con l'utilizzo di videofonini hanno registrato, fotografato e ripreso le sensazioni, le abitudini della strada, gli sguardi complici di un amico o la quotidianità dei familiari... insomma, la vita di tutti i giorni. Sono riusciti così, quasi per magia, a far interagire culture diverse che si manifestano in ragazzi accomunati non solo dall'età, ma anche dai sogni e dal contesto in cui vivono.
Il materiale raccolto dagli studenti dell'Accademia in mesi di laboratori con gli alunni delle Medie è servito a dar vita a tre lavori: due video e una mostra.
Dei due video, uno è stato realizzato con le immagini e i video fatti con i videofonini, a cui sono stati aggiunti cartoni animati, disegni e musica, il tutto montato e seguito da Edoardo Cinalli, Arianna Merlo e Giulia Nota, con la supervisione della Professoressa Elisabetta Ajani dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Il secondo video è stato realizzato dalla video-artista Chiara Pirito ed è un cortometraggio nuovo, ideato e pensato sulla base del materiale raccolto nei mesi precedenti.
Infine, la mostra - allestita negli spazi espositivi di Barriera - vuole essere un percorso artistico, didattico e conoscitivo del Progetto in cui i fruitori possono immedesimarsi e riviverlo.
L'esposizione è stata pensata per essere immediatamente godibile, ma allo stesso tempo equilibrata e densa dei significati emblematici che si ritrovano all'interno del percorso fatto dagli allievi.
Si è deciso di allestire una mostra di carattere non prevalentemente sociologico e statistico relativo al quartiere “Barriera di Milano”, ma di creare un'esposizione in cui questi elementi sono presenti e inglobati in un contesto artistico: d'altronde la mostra è frutto del lavoro degli allievi delle Scuole Medie e proprio per loro e “con loro” doveva essere costruita.
Un'esposizione lieve, quindi, senza troppi grafici o statistiche, ma con immagini che rimandano a significati e contesti a volte anche del tutto personali.
Immagine simbolica e “luogo” allegorico della mostra e del Progetto è l'opera in cui tutti i paesi d'origine degli alunni partecipanti al Progetto (Albania, Bulgaria, Cina, Egitto, Italia, Marocco, Perù e Romania) sono assemblati graficamente per formare un unico continente, ovvero il Continente Barriera Mobile.
Così l'ossimoro diventa meno paradossale.
Emanuele Catellani









